Great Wines 2026 – Intervista – Boscaini Carlo

• Data: Lunedì 30 marzo 2026
• Orario: dalle 10:00
• Luogo: Cantina Donna Olimpia 1898
• Evento gratuito con registrazione obbligatoria su Eventbrite:

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Great Wines 2026 rappresenta un’opportunità concreta per ristoratori, sommelier ed enotecari di incontrare direttamente
i produttori e approfondire le storie che stanno dietro alle etichette. Tra le realtà protagoniste ci sarà Boscaini Carlo,
interprete autentico della Valpolicella Classica.

Intervista

  1. La vostra azienda affonda le radici nella Valpolicella Classica: come trasmettete questa identità storica e territoriale nei vini presenti nel catalogo 2026?
    Abbiamo una lunga storia di coltivazione dei nostri vigneti. Non abbiamo mai stravolto gli insegnamenti ricevuto dal nonno e dal papà. Perciò, proseguendo con la loro linea, manteniamo saldi i valori tradizionali nella coltivazione delle vigne e nella trasformazione dell’uva in vino. Ci piace quando i consumatori sentono una stessa matrice, una stessa linea. Un filo continuo tra i vari vini da noi prodotti
  2. Il Valpolicella DOC Classico Cà Bussin è una delle vostre etichette più versatili. Quali caratteristiche sensoriali e abbinamenti consigliate per chi seleziona vini per ristoranti e enoteche?
    È un vino delicato, fresco e piacevole. Non essendo passato nelle botti, mantiene un bel profumo di frutta e ciliegia. Lo consideriamo un vino quotidiano. Oggi è sdoganato anche servito ad una temperatura più fresca. Quindi anche d’estate con antipasti o primi leggeri.
  3. Il Valpolicella Classico Superiore La Preosa ha struttura più profonda: come scegliete quando elevare una cuvée a Superiore e cosa ricercate nei blend di Corvina, Corvinone e Rondinella?
    Superiore lo diventa il valpolicella che, essendo un po’ più corposo e strutturato, si merita di essere affinato in botti di legno. La permanenza per un anno nelle grandi botti di rovere, gli da finezza ed eleganza. Non ci piace raggiungere questo livello di ricchezza con tecniche come appassimento e ripasso, perciò, per noi, il Superiore lo dev’essere in vendemmia. Un vigneto in particolare, La Preosa, sede di una vecchia cava di marmo, ci garantisce, solitamente, uve di qualità migliore.
  4. Il Valpolicella Ripasso Zane è un vino prodotto con una metodica tradizionale e molto peculiare. Come spiegate a un buyer Horeca le differenze qualitative e di stile rispetto a un Valpolicella base?
    Tra il valpolicella e l’Amarone ci sta il ripasso come tra il bianco ed il nero ci sta il grigio. Abbiamo moltissimi diversi grigi. Ecco, anche il metodo ripasso ci permette ( a noi produttori) di personalizzare il vino. Qui la mano del cantiniere si fa decisiva. Tutte le scelte determinano il tipo, lo stile di vino che uscirà. Possiamo far passare poco o tanto vino, possiamo far passare valpolicella o superiore, su vinacce di amarone o recioto. Con queste ed altre scelte noi esprimiamo tutto il nostro sapere e la nostra esperienza
  5. L’Amarone della Valpolicella Classico San Giorgio è una delle etichette di punta: quali elementi di stile e affinamento pensate siano più apprezzati dai professionisti del settore?
    Noi crediamo da sempre che il vino debba essere bevibile, una gioia. Quindi anche l’Amarone deve essere morbido, vellutato, armonico e non solo espressione di concentrazione e potenza. S.Giorgio vuole essere godibile. L’uso dele solo varietà d’uva tipiche e l’invecchiamento nelle sole botti grandi, rende l’amarone gentile con uno stie tradizionale.
  6. Il Recioto della Valpolicella Classico La Sengia è un vino da fine pasto potente e concentrato: come lo posizionate nelle carte dei vini per locali gourmet e per enoteche specializzate?
    Non riusciamo, per nostra tradizione e cultura, pensare il vino recioto lontano dai dolci secchi. Ma questo potrebbe essere un nostro limite. Altri potrebbero scoprire abbinamenti e momenti diversi. Migliori palati dei nostri si devono cimentare nella ricerca.
  7. La gestione dei vostri vigneti è focalizzata su viticoltura integrata e tecniche tradizionali: quali benefici reali pensate portino ai vini e alla qualità percepita dai clienti professionisti?
    La coltivazione della vite ci impone scelte di contrasto alle forze avverse della natura. Noi possiamo utilizzare tutta la nostra esperienza ed utilizzare tutti gli strumenti che conosciamo per portare il lavoro dei 12 mesi a frutto. Nel bicchiere si ritrova questa semplicità.
  8. Molti ristoratori oggi cercano autenticità e storie da raccontare ai clienti: qual è l’aneddoto o valore aziendale legato ai vostri vini che ritenete più utile per loro?
    La nostra storia sembra perfino banale. Il nonno Carlo si è trasferito qui dalla valle aldilà della collina nel dopoguerra. Con passione ha iniziato la coltivazione delle vigne e la produzione del vino. Il papà ha continuato e oggi i due nipoti continuano. 80 anni di passione, dedizione, tenacia nello stesso posto. Le nostre vigne le conosciamo molto bene.
  9. Guardando al mercato 2026, quali opportunità vedete per i vini della Valpolicella di fascia alta nei canali della ristorazione e nelle wine list italiane e internazionali?
    Siamo esportatori dei nostri vini e notiamo interesse ovunque di vini prodotti da famiglie più che da grandi gruppi. Il mondo ama sempre più il lifestyle italiano e nei suoi vini di punta si ritrova.
  10. Quali sono i principali obiettivi commerciali e di visibilità che vi siete posti partecipando a Great Wines 2026 con Philarmonica?
    Vogliamo crescere sempre più nel mercato italiano e la collaborazione con Philarmonica ci dà e ci darà sempre più la possibilità di arrivare in ogni angolo d’Italia. La proposta di alta qualità che si trova a Great Wines ci rappresenta i maniera perfetta.

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