Franck Bonville: Champagne Grand Cru della Côte des Blancs protagonista a Great Wines 2026

Great Wines 2026 – Informazioni evento

• Data: Lunedì 30 marzo 2026

• Orario: dalle 10:00

• Luogo: Cantina Donna Olimpia 1898

• Evento gratuito con registrazione obbligatoria su Eventbrite:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-great-wines-2026-1977698866548

Great Wines 2026 rappresenta un appuntamento strategico per i professionisti della ristorazione e dell’enoteca che desiderano confrontarsi direttamente con produttori di riferimento selezionati da Philarmonica. Tra i protagonisti dell’edizione 2026, Franck Bonville porterà in degustazione una selezione di Champagne Grand Cru della Côte des Blancs, offrendo un’occasione concreta per approfondire il valore dello Chardonnay su suolo gessoso e il suo potenziale gastronomico.

Franck Bonville e l’identità territoriale della Côte des Blancs

Maison Franck Bonville è una realtà familiare fortemente radicata nei Grand Cru della Côte des Blancs, in particolare ad Avize, Oger e Le Mesnil-sur-Oger. La famiglia, originaria di Oger, si è trasferita ad Avize negli anni ’30, quando ha acquistato l’edificio che ancora oggi ospita la cantina.

Ferdinand Ruelle-Dudel racconta come questa scelta geografica sia diventata una scelta identitaria: la totalità del vigneto si trova in Côte des Blancs e la famiglia non ha mai cercato – o forse “osato” – esplorare altre sottozone della Champagne o altre varietà d’uva. Blanc de Blancs da Côte des Blancs è ciò che la Maison produce da tre generazioni, e questo focus assoluto definisce lo stile della gamma.

Nell’intervista spiega che la volontà è quella di rappresentare pienamente la Côte des Blancs, con cuvée che esprimono finezza, eleganza e quella salinità tipica dello Chardonnay sul gesso. Questa specializzazione sul Blanc de Blancs Grand Cru costituisce un posizionamento chiaro e molto leggibile per il canale Horeca, che in carta cerca identità forte e riconoscibile.

Il ruolo del gesso: Avize e Oger a confronto

La mineralità degli Champagne Franck Bonville nasce da una combinazione di fattori agronomici e pedologici. Il gesso gioca un ruolo centrale, ma Ferdinand sottolinea come non sia l’unico elemento in gioco: entrano in scena anche la scelta dei portainnesti e dei cloni, l’età delle vigne e le rese, tutti parametri che contribuiscono alla finezza, alla freschezza e alla linearità dei vini.

Dal punto di vista stilistico, Avize tende a dare Chardonnay più freschi e fruttati, molto vicini a ciò che i professionisti si aspettano da una classica cuvée della Côte des Blancs. Oger, al contrario, apporta maggiore generosità e rotondità, arricchendo le cuvée di volume e profondità. Questa dialettica tra freschezza e opulenza offre a ristoratori e sommelier uno strumento concreto per costruire una proposta mirata in carta, valorizzando i diversi cru in funzione del piatto e del pubblico.

Differenziazione della gamma Franck Bonville

Brut Grand Cru: il DNA della Maison

Sul Brut Grand Cru, pilastro della gamma, Ferdinand è molto chiaro: è il vino che incarna il DNA della Maison. Racconta come il desiderio sia quello di uno Chardonnay fresco ed elegante, con una generosità controllata che deriva dall’alta percentuale di vini di riserva presenti nell’assemblaggio.

L’obiettivo è una cuvée altamente bevibile, capace di stare con naturalezza sia in un aperitivo elegante sia al centro di grandi celebrazioni. Si tratta di un Blanc de Blancs composto unicamente da Chardonnay, con acidità elevate che si traducono in un buon potenziale d’invecchiamento, pur non essendo pensato per soste lunghissime: Ferdinand consiglia sempre un paio d’anni dopo il dégorgement per valorizzarne appieno equilibrio e complessità.

Unisson: generosità cremosa e note di pasticceria

Unisson è la cuvée più personale per il produttore, che la definisce senza esitazione la sua preferita. In questo assemblaggio trovano spazio vini più generosi, e la bottiglia riposa per 5 anni sui lieviti in cantina per sviluppare una tessitura cremosa e un profilo aromatico ricco.

Qui l’obiettivo dichiarato è esprimere le note burrose e di pasticceria che lo Chardonnay può sviluppare con un lungo affinamento sui lieviti. Ferdinand spiega come ami uno Chardonnay morbido e avvolgente, e come in Unisson la freschezza sia presente come struttura portante, ma non come fine ultimo: è la cremosità, più che la tensione, a guidare l’esperienza gustativa.

Extra Brut 2018: il classico di Avize

L’Extra Brut 2018 nasce con l’intento di raccontare in purezza il potenziale di Avize in un millesimo caldo. Ferdinand descrive questo vino come uno Chardonnay croccante, che esplode letteralmente in bocca, con un carattere esotico legato all’annata e una persistenza lunghissima sulla componente minerale.

Questa cuvée è pensata come un futuro “classico” di Avize, con un importante potenziale d’invecchiamento e un ruolo chiave nel mostrare come il terroir sappia esprimersi anche in annate calde, sempre più frequenti con il cambiamento climatico. Per il professionista, è una referenza ideale da proporre sia come Champagne da meditazione sia come abbinamento gastronomico su piatti strutturati.

Lunga sosta sui lieviti: aromi, struttura e bollicina

La lunga permanenza sui lieviti nelle gallerie sotterranee è un tratto distintivo dello stile Franck Bonville. L’autolisi sviluppa profumi di brioche, pane tostato, mandorla e talvolta note più lattiche, contribuendo a una maggiore generosità aromatica e gustativa.

Interessante anche la lettura della trasformazione della “tensione gessosa” in una sensazione più cremosa e gessosa al palato, man mano che il vino evolve sui lieviti. Quanto alla tessitura della bollicina, la lunga sosta porta a perlage più fine e texture più gentili, con minore aggressività al sorso, un aspetto molto importante per chi propone Champagne a tutto pasto.

Sostenibilità: un criterio sempre più decisivo per buyer e Horeca

Negli ultimi anni, la Maison ha investito in modo significativo per lavorare in maniera sostenibile, anche in annate difficili e piovose come il 2021 e il 2024. Ferdinand sottolinea che sempre più buyer tengono conto delle pratiche ambientali e che in alcuni mercati – in particolare in Scandinavia – la viticoltura sostenibile è ormai un requisito d’accesso per partecipare a determinati tender.

Per ristoratori e sommelier, questo aspetto può diventare un argomento di vendita rilevante verso una clientela attenta a trasparenza e responsabilità ambientale, senza rinunciare a qualità e finezza nel bicchiere.

Mineralità e comunicazione al cliente finale

La componente minerale è una cifra stilistica ricorrente nei vini della Maison, ma non sempre il concetto di “minerale” è univocamente compreso. Ferdinand preferisce ancorarlo a sensazioni concrete:

  • attacco fresco e lineare
  • finale salino
  • lunga salivazione in retrogusto

Questi tre elementi diventano strumenti pratici per sommelier e ristoratori, che possono così rendere la mineralità immediatamente percepibile in degustazione, guidando il cliente a riconoscerla nel bicchiere.

Unisson vs Pur Avize: come distinguerli in carta

Nella gamma non mancano cuvée che esprimono con precisione il carattere dei singoli cru, come Unisson e Pur Avize. Ferdinand suggerisce di raccontarle mettendo in luce il loro diverso registro espressivo.

Unisson viene descritto come uno Chardonnay generoso e cremoso, sostenuto da una struttura fresca ma al servizio dell’opulenza gustativa. Pur Avize, invece, è definito come un’espressione più diretta e “senza filtri” del terroir, a tratti più ruvida proprio perché vuole essere un vero specchio del cru, senza mediazioni stilistiche. Questa distinzione è preziosa in carta per proporre due letture complementari della Côte des Blancs allo stesso tavolo.

Champagne da celebrazione… e da tavola

Ferdinand non rinnega l’idea di Champagne come vino da celebrazione e ama ricordare l’immagine classica della nonna che non beve alcol, ma che a Natale o ai compleanni non rinuncia mai a un calice di Champagne. Allo stesso tempo, insiste molto sulla dimensione gastronomica dei Blanc de Blancs della Maison.

Parla di “nostri vini” più che di “nostri Champagne”, proprio per sottolineare che li considera grandi vini bianchi a tutti gli effetti, perfetti sia per l’aperitivo sia a tutto pasto. La Maison organizza regolarmente pranzi e cene dimostrative per mostrare come le sue cuvée possano accompagnare il centro del pasto e competere con grandi bianchi fermi, ribaltando l’idea dello Champagne come semplice pre-meal drink.

Dal punto di vista degli abbinamenti, Ferdinand cita da un lato un pairing semplice e immediato – pane tostato, sardine e Unisson – e dall’altro abbinamenti più gastronomici come carni bianche con salse cremose ai funghi, che dialogano perfettamente con la generosità e la complessità aromatica dei loro Chardonnay.

Focus su Great Wines 2026: messaggi chiave per il pubblico italiano

Guardando a Great Wines 2026, Ferdinand indica nell’Extra Brut 2018 una delle cuvée di cui la Maison è più orgogliosa in questa fase. Questo vino mostra non solo ciò che Avize è in grado di esprimere, ma anche come il terroir possa performare in annate calde, destinate a diventare sempre più frequenti.

Per ristoratori, sommelier e buyer italiani, l’Extra Brut 2018 diventa così un punto di partenza privilegiato per aprire una conversazione sul futuro stilistico dei Blanc de Blancs della Côte des Blancs, sul ruolo del gesso e sulla capacità di mantenere freschezza e tensione anche in contesti climatici più estremi.

Franck Bonville a Great Wines 2026: opportunità per l’Horeca

Partecipare a Great Wines 2026 significa poter degustare direttamente le cuvée Franck Bonville e confrontarsi con il produttore su temi come terroir, sostenibilità e potenziale di affinamento. Per il professionista del settore, l’evento gratuito con registrazione obbligatoria rappresenta un’occasione concreta per valutare inserimenti mirati, costruire una carta Champagne coerente e approfondire le differenze tra i singoli Grand Cru.

FAQ sul Franck Bonville e Great Wines 2026

Perché Franck Bonville è considerato Grand Cru?

Perché le vigne si trovano esclusivamente in villaggi classificati Grand Cru della Côte des Blancs (Avize, Oger, Le Mesnil-sur-Oger).

Qual è la differenza principale tra Avize e Oger nei vini?

Avize esprime maggiore freschezza e fruttuosità, Oger maggiore generosità e rotondità.

L’evento Great Wines 2026 è gratuito?

Sì, l’evento è gratuito con registrazione obbligatoria su Eventbrite.

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