
La Morra, uno dei borghi più iconici delle Langhe situato in cima a una collina vicino ad Alba, è una zona rinomata per la produzione del Barolo, uno dei vini più pregiati e apprezzati al mondo. Dal 2014, il territorio de La Morra fa parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO nei I Paesaggi vitivinicoli del Piemonte. Qui si trova la prestigiosa Tenuta L’Illuminata, azienda di Guido Folonari, riconosciuta per l’eccellenza nell’enologia piemontese e parte di un progetto vinicolo che si è evoluto consolidandosi nel tempo.
La Tenuta L’Illuminata coltiva 10 ettari di vigneti a un’altitudine media di 340 metri sul livello del mare, con esposizione sud-ovest, su un terreno sedimentario calcareo e franco-sabbioso di origine miocenica. Questa combinazione unica di terroir permette la produzione di vini DOCG e DOC di alta qualità come Barolo DOCG, Barbera d’Alba DOC, Langhe Nebbiolo DOC e Dolcetto d’Alba DOC, simboli della viticoltura piemontese autentica.
La cantina è stata completamente rinnovata e dotata di tecnologie moderne per la vinificazione e l’affinamento, che avviene in barrique di rovere francese e grandi botti di rovere di Slavonia da 25 ettolitri. La barricaia è un ambiente fondamentale dove i vini acquisiscono struttura e complessità prima dell’imbottigliamento.
Il Barolo della Tenuta L’Illuminata si distingue per la Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA) Sant’Anna, che identifica un’area specifica all’interno della DOCG Barolo. Questo sistema MGA, attivo dalla vendemmia 2010, regola la delimitazione delle zone viticole comune per comune, valorizzando le differenze territoriali e tutelando l’unicità dei singoli cru.
Scegliere i vini di Tenuta L’Illuminata significa investire in prodotti di nicchia, espressione autentica del terroir langarolo e della tradizione piemontese, perfetti per gli appassionati di Barolo e vini di alta denominazione. Su Philarmonica.it scopri le caratteristiche uniche dei vini La Morra e della Tenuta L’Illuminata, con dettagli su terroir, viticoltura sostenibile e metodi di affinamento.

La cantina Roberto Garbarino è una realtà giovane e dinamica dell’Alta Langa, situata a Neviglie, nel cuore delle Langhe cuneesi. Fondata nel 2012 dall’enologo piemontese Roberto Garbarino che si dedica con passione alla produzione di spumanti metodo classico Alta Langa DOCG e vini aromatici di grande finezza, come il Moscato d’Asti. I vigneti si sviluppano su 6.5 ettari di terreni argillo-sabbiosi, esposti a sud con una altitudine di circa 450 metri, condizioni ideali per vini freschi, eleganti e dal carattere deciso. La particolare posizione, che guarda verso Treiso e il Monviso, unita a un clima fresco e asciutto, consente una maturazione lenta e equilibrata delle uve, cuore della qualità tipica dei vini firmati Garbarino.
La filosofia produttiva è improntata a un forte rispetto per l’ambiente: nessun uso di diserbanti e fertilizzanti chimici, limitato impiego di fitofarmaci sistemici e una gestione manuale attenta in ogni fase della coltivazione. Questo approccio sostenibile preserva la vitalità dei suoli e la salubrità delle uve, garantendo vini nitidi, puliti e territoriali che esprimono con autenticità il terroir dell’Alta Langa.
Roberto e sua moglie Beatrice seguono personalmente ogni passaggio, dalla vigna al vino, curando le “minuzie” quotidiane che fanno la differenza in bottiglia. Ogni bottiglia Roberto Garbarino racconta l’annata, il clima e la terra di Neviglie: un filo diretto con un territorio storico che oggi trova in questa giovane cantina una voce autorevole e raffinata nel panorama del vino piemontese.

Vicara è nata nel 1992 dall’unione di tre storiche famiglie, i Visconti, i Cassinis e i Ravizza, la cui esperienza e passione affondano radici secolari nel Monferrato. L’azienda si distingue per l’impegno nel recupero e nella valorizzazione di vitigni autoctoni tradizionali, come il Grignolino, e per la forte attenzione alla sostenibilità ambientale e all’autenticità territoriale. Situata sulle colline di Rosignano Monferrato, Vicara coltiva 33 ettari di vigneti in una zona caratterizzata da suoli complessi e diversificati che conferiscono ai vini grande eleganza, complessità e mineralità. La produzione artigianale e il rigore nella cura di ogni dettaglio testimoniano la volontà di preservare l’identità storica e culturale del territorio.
Vicara oggi è condotta da Giuseppe ed Emanuele Visconti, custodi di un patrimonio che coniuga la storia di famiglia al coraggio di esplorare nuove strade. Vicara è radicata nel Monferrato, un territorio unico forgiato dal tempo e dall’uomo, dove ogni collina racconta una storia fatta di suoli antichi e complessi.
L’azienda opera su tre suoli facenti parte di aree geologiche distinte: il Bricco Uccelletta, con la sua Vigna Uccelletta ha un suolo di oltre 27,5 milioni di anni che conferisce eleganza ed equilibrio ai vini; la Crosia, ricca di quattro formazioni geologiche, fonte del Cantico della Crosia, che conferisce struttura e mineralità; e Vadmon, che esprime profumi intensi e una spiccata mineralità. Vicara rappresenta un ponte tra passato e futuro, impegnata a riscoprire e valorizzare il patrimonio territoriale, varietale e culturale del Monferrato. Produce vini unici, con rispetto e rigore, caratterizzati da una forte identità.
Per Vicara, il vino è un racconto, un viaggio nel tempo e nella passione che accompagna la sua storia da generazioni, un modo per condividere la bellezza e l’amore tramandati nel corso dei secoli.

Raineri Franciacorta nasce nel 2019 dall’entusiasmo e dalla visione di Lorenzo Raineri, giovane imprenditore laureato in Viticoltura ed Enologia. Seguendo la passione di famiglia, ha trasformato i vigneti coltivati da oltre vent’anni in un progetto enologico ambizioso e innovativo.
Con sede a Erbusco, cuore della Franciacorta, l’azienda si estende su 4 ettari di vigneti di Chardonnay e Pinot Nero, con una produzione annua di circa 10.000 bottiglie suddivise in Brut, Dosaggio Zero e Satèn. Dalla vendemmia manuale e selettiva alla pressatura soffice, ogni fase è curata con rigore.
I vini Franciacorta sono affinati per almeno 36 mesi sui lieviti, con un processo di remuage e sboccatura che garantisce equilibrio e finezza. Il metodo SoloUva, basato sulla piena maturità delle uve e sull’uso esclusivo del loro mosto, consente di ottenere vini eleganti, complessi e fortemente identitari.

Vivaldi è nata alla fine degli anni ‘80 come sogno ambizioso tra i monti, sull’altipiano di Meltina: una terrazza naturale sospesa a 1.200 metri tra Val Sarentino e Val Passiria, in provincia di Bolzano, dove prende vita la cantina più alta d’Europa.
In questo angolo remoto dell’Alto Adige, lontano dai grandi distretti spumantistici, le escursioni termiche naturali creano stagioni lente e generose. Le giornate soleggiate maturano le uve con calma, mentre le notti fresche preservano la purezza aromatica e la mineralità incontaminata. L’aria cristallina di montagna, ricca di brezze alpine, protegge i vigneti eroici – pendii ripidi e soleggiati dove Pinot Nero, Chardonnay e varietà autoctone raggiungono la massima espressione.
Guidata con passione e visione da Wolfgang Tratter, Vivaldi ha fatto dell’altitudine il suo tratto distintivo, trasformando le sfide del territorio in un’eccellenza unica. Ogni spumante metodo classico Alto Adige nasce da un’attenta selezione di uve di montagna, fermentate con maestria e affinate per almeno 24 mesi sui propri lieviti in bottiglia, seguite dalla sboccatura tradizionale a mano.
Il risultato sono bollicine dal perlage finissimo e persistente, aromi nitidi di frutta matura, fiori bianchi e note minerali vulcaniche, con una freschezza vibrante e una struttura armonica. Evocano l’energia ritmica della montagna, in un’armonia classica rivisitata in chiave contemporanea.

Guido Folonari dà vita a Winzerberg, una realtà vitivinicola d’eccellenza radicata nel cuore dell’Alto Adige, una delle regioni più prestigiose del panorama enologico italiano. Winzerberg rappresenta l’incontro tra tradizione, territorio e qualità, grazie al lavoro di cinque piccoli vignaioli altoatesini, ciascuno proprietario di un maso con terroir unici e ben distinti, che coltivano uve pregiate capaci di esprimere al meglio le potenzialità del Südtirol.
L’Alto Adige è rinomato per il suo ambiente pedoclimatico ideale, caratterizzato da estati soleggiate, escursioni termiche marcate e terreni vari che favoriscono la produzione di vini eleganti e complessi. In questa terra, Winzerberg coltiva sette vitigni selezionati con cura: Pinot Bianco, Pinot Grigio, Kerner, Sauvignon, Gewürztraminer, Pinot Nero (Blauburgunder) e Lagrein.
Questi vitigni crescono in zone specifiche dell’Alto Adige, come la Val d’Isarco, l’Oltradige, il Renon e la conca di Bolzano, tra 400 e 800 metri di altitudine. Le diverse caratteristiche di suolo, esposizione e microclima conferiscono a ciascun vino una forte identità territoriale, con profumi intensi, grande eleganza e struttura equilibrata.
Winzerberg si contraddistingue per la cura artigianale in vigna e la sapiente guida di un enologo altoatesino esperto, che segue con passione ogni fase della produzione. Il risultato sono sette vini di grande personalità, capaci di raccontare l’anima autentica dell’Alto Adige e di soddisfare anche i palati più esigenti.
Questa realtà vitivinicola è oggi riconosciuta come un simbolo di qualità e autenticità, capace di valorizzare la tradizione e il territorio altoatesino attraverso vini di grande carattere e raffinatezza.

Nel cuore di San Michele all’Adige, La Cantina San Michael rappresenta una gemma del panorama vinicolo trentino. Nata nel 2009 dalla passione di un gruppo di professionisti devoti all’enologia, questa piccola realtà si dedica con maestria alla produzione di Trento Doc di alta qualità, fedele al metodo classico.
La cantina si è rapidamente affermata grazie a vini che catturano l’essenza della tradizione trentina, meritando riconoscimenti e attenzioni da parte di intenditori e appassionati. La sua missione va oltre la semplice produzione: creare spumanti che non solo soddisfano le aspettative dei consumatori, ma incarnano l’impegno e la dedizione dei fondatori. San Michael è sinonimo di eccellenza, il frutto di una passione condivisa per la ricerca della perfezione in ogni bottiglia.

L’Azienda Agricola Boscaini Carlo si trova nel cuore della Valpolicella Classica, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, un piccolo paese nella parte occidentale della prestigiosa denominazione veronese. La sua storia vinicola ha inizio circa settant’anni fa, quando Carlo Boscaini, fondatore e figura eponima dell’azienda, avviò l’attività con terreni affittati, acquistandoli poi nel 1948 insieme al figlio Arturo Ernesto. Uomo longevo fino a 102 anni, Carlo infondeva una passione profonda per le viti e per la produzione di vini di qualità, principi che oggi i nipoti Carlo e Mario portano avanti con rinnovato vigore.
Gli impianti dei quindici ettari di vigneto sono stati completamente rinnovati agli inizi degli anni Novanta e si trovano ora nel pieno della maturità produttiva. Questa scelta riflette l’equilibrio tra rispetto della tradizione e una spiccata innovazione: vigneti gestiti con tecniche moderne, minimizzando l’uso di chimica e puntando su una viticoltura integrata, raccolta manuale e sole uve di proprietà. La filosofia aziendale, guidata da grande capacità imprenditoriale, mira all’eccellenza, valorizzando il territorio della Valpolicella – una delle aree più rinomate del panorama enologico italiano – e restando fedele alle uve tradizionali della denominazione.
La produzione annua si attesta sulle 60.000 bottiglie, comprendenti vini iconici come Valpolicella, Valpolicella Superiore, Ripasso, Amarone della Valpolicella DOCG e Recioto della Valpolicella DOCG. Questa solida offerta, legata indissolubilmente al terroir, testimonia la fedeltà all’eredità del fondatore e l’impegno per un’enologia autentica e di alto livello.

Drei Donà – Tenuta La Palazza è un’eccellenza storica incastonata sulle colline romagnole, tra Forlì, Castrocaro e Predappio, custode di un patrimonio vitivinicolo autentico.
Nata negli anni ‘20 per volere della famiglia Drei Donà, la tenuta si estende su 23 ettari di vigneti eroici, dominati dal Sangiovese – emblema della Romagna. Negli anni ‘80, il Conte Claudio Drei Donà ha impresso una svolta visionaria: introduzione di vitigni internazionali come Chardonnay e Cabernet Sauvignon, uniti a pratiche sostenibili che hanno conquistato premi di caratura mondiale, elevando la cantina tra le stelle enologiche della regione.
Al cuore della produzione pulsa un’agricoltura biologica e biodinamica, sinfonia di rigore e rispetto per i cicli naturali. Ogni fase – dalla selezione maniacale in vigna, alla vendemmia, fino alla vinificazione parcel per parcel – onora la terra: lieviti indigeni, macerazioni prolungate, decantazioni naturali con travasi dall’alto, affinamenti lenti in rovere e anfore di terracotta. Ne derivano vini di eleganza suprema, stratificati di personalità e terroir.
Oggi Giovanna, Ida ed Enrico Drei Donà guidano con passione questo cammino, dando voce a etichette che narrano la resiliente anima romagnola in calici che vibrano di storia e vitalità.

Situata nel cuore della storica area dei Castelli di Jesi, a Staffolo, Cimarelli rappresenta un simbolo consolidato di qualità, passione e profondo rispetto per il territorio marchigiano. Con oltre un secolo di esperienza, l’azienda si distingue per la produzione di vini autentici che raccontano fedelmente il carattere unico delle colline marchigiane, catturando l’essenza di un paesaggio millenario.
L’azienda si estende su 10 ettari di vigneto specializzato, distribuiti nelle due principali contrade di Staffolo: Contrada San Francesco e Contrada Coste. Qui, un microclima favorevole, caratterizzato da escursioni termiche ideali e brezze marine, si unisce alla ricchezza dei suoli calcareo-argillosi. Questi elementi naturali conferiscono alle uve un’eccezionale complessità aromatica e una mineralità unica, che si traducono in vini eleganti, freschi e strutturati, capaci di esprimere il vero potenziale del terroir.
L’approccio alla vinificazione riflette la stessa rigorosità. Ogni fase inizia con un’attenta selezione manuale delle uve in vendemmia, seguita da processi enologici meticolosamente studiati per valorizzare le peculiarità del territorio in ogni bottiglia. Cimarelli non produce semplicemente vino: crea un ponte tra tradizione e innovazione, invitando gli appassionati a scoprire la poesia delle Marche attraverso sapori autentici e memorabili.

Cafaggio è una storica tenuta situata a Panzano, frazione di Greve in Chianti, che si estende per circa 60 ettari. Di questi, 30 ettari sono vigneti dedicati alla produzione di Chianti Classico, 3 ettari ospitano uliveti, mentre il restante terreno è bosco. La tenuta si trova nella Conca d’Oro, una delle zone più rinomate per la qualità e il carattere unico del vino Chianti Classico, grazie a un microclima favorevole che favorisce vigneti e uliveti naturalmente resistenti e dal profilo aromatico distintivo.
Fondata nel 1408, Cafaggio ha attraversato diverse proprietà nel corso dei secoli: inizialmente appartenuta ai monaci benedettini di Siena e alla famiglia Niccolini di Firenze, passò poi all’Ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova. Nel XIX secolo divenne proprietà della famiglia Boddi, e negli anni ’60 passò alla famiglia Farkas, che ristrutturò le cantine e rilanciò i vigneti e gli uliveti, portando l’azienda su una scena internazionale.
Dal 2016, Cafaggio ha intensificato l’attenzione qualitativa lungo tutta la filiera produttiva, adottando una cura meticolosa. L’azienda è certificata biologica e produce vini vegani. Dal 2025 è guidata da Alessandro Dal Bianco, che con un approccio innovativo valorizza la tradizione consolidata e l’identità del Chianti Classico, mantenendo Cafaggio come una realtà d’eccellenza nel panorama vinicolo italiano e internazionale.

Fondata nel 1976, Poggio Antico è una delle cantine più prestigiose di Montalcino, specializzata nella produzione di vini di alta qualità con produzioni limitate. Dal 2017, grazie a un cambio di proprietà e a un innovativo approccio scientifico, l’azienda ha rilanciato la sua tradizione vinicola, con un team di esperti e collaborazioni di eccellenza.
Situata sulla collina più alta di Montalcino, Poggio Antico si estende su 200 ettari, a un’altitudine tra 500 e 620 metri, con 37 ettari coltivati a vigneto e 150 di bosco naturale. L’azienda promuove pratiche di viticoltura sostenibile, tutelando la salute del suolo e la biodiversità locale, grazie ai suoli ricchi di galestro, calcare e scheletro, tipici del terroir unico di Montalcino.
Le vigne di Poggio Antico sono suddivise in 15 parcelle distinte, raccolte e lavorate separatamente per valorizzare le caratteristiche uniche di ogni terreno. L’equilibrio tra altitudine, esposizione, venti costanti e diversità dei suoli contribuisce a creare vini eleganti, freschi e longevi, espressione autentica del territorio di Montalcino. Le vendemmie selettive e l’attento affinamento permettono di produrre vini che incarnano l’essenza del terroir, apprezzati a livello internazionale.

Donna Olimpia 1898 è nata da un’intuizione di Guido Folonari, erede di una delle storiche famiglie del vino italiane, che nei primi mesi del 2001 decide di sviluppare un progetto enologico ambizioso. “Quando ho deciso di cominciare da solo questa avventura, ho veramente deciso di prendere e partire. Cosa cercavo? Non lo sapevo neanche io. Cercavo un luogo che mi emozionasse. Ho avuto la fortuna di trovarne 3”. Così, in breve tempo, le tre aziende vinicole realizzate nelle più prestigiose aree di produzione tra Piemonte e Toscana, emergono nello scenario italiano e sono immediatamente riconosciute come “the three Killer B’s” di Guido Folonari.
L’azienda, che reca il nome di “Donna Olimpia 1898” (Olimpia Alliata, Signora di Biserno e sposa di Gherardo della Gherardesca, che diede il nome alla Tenuta nel 1898 in occasione del 25° anniversario del loro matrimonio), ha una superficie di circa 60 ettari tutti situati nella Doc Bolgheri e copre una fascia di territorio che va dal Km 167,8 della statale Aurelia verso l’interno per circa 1,2 km; la morfologia dei terreni è pianeggiante e coltivati per 45 ettari a vigneto e in parte a seminativi.

Perla enologica incastonata nell’entroterra laziale, Colle di Maggio rappresenta un unicum capace di regalare un sogno che travalica i confini regionali. L’azienda sostiene una filosofia che abbraccia tre concetti fondamentali, costituenti la spina dorsale di tutta la sua produzione: la Qualità, il Bello e l’Arte. Situata a Velletri, nei Colli Albani – una città nota da sempre come la campagna di Roma –, Colle di Maggio trae il suo nome dalla storica Contrada Prato di Maggio.
Le radici della cantina affondano negli anni Sessanta, quando fu fondata da Domenico Tulino, un avvocato appassionato d’arte. Egli ospitava spesso illustri artisti come Mario Schifano e Giorgio de Chirico, infondendo fin dall’inizio un’anima creativa nel progetto vitivinicolo. Oggi, sotto la guida di una nuova proprietà animata da uno spirito familiare e da una forte passione per la sperimentazione, Colle di Maggio lavora instancabilmente per valorizzare un patrimonio enologico di oltre cinquant’anni. Questa dedizione non solo preserva la tradizione, ma proietta l’azienda verso un futuro di eccellenza, dove ogni vino narra una storia di terra, bellezza e maestria artigianale.

L’Azienda Agricola Laura De Vito nasce dal profondo desiderio dei coniugi Laura e Carmine di valorizzare e raccontare la storia di un piccolo ma straordinario territorio: l’Irpinia. Con passione e dedizione, l’azienda coltiva 10 ettari di Fiano nel cuore del comune di Lapio, in provincia di Avellino, distribuiti in tre diverse contrade – Arianiello, Verzare e Sauroni – da cui prendono origine i tre prestigiosi Cru. Questa vocazione territoriale si riflette in ogni fase del processo produttivo.
La filosofia aziendale si fonda sul rispetto assoluto del territorio, che guida tutte le scelte: dalle pratiche di lavorazione del suolo, attente e sostenibili, alla vinificazione artigianale, fino alla vendita del prodotto finito. Un incontro decisivo ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo: quello con l’enologo Vincenzo Mercurio, profondo conoscitore delle sfumature uniche racchiuse nei suoli irpini. È stato proprio questo sodalizio a dare impulso al progetto di zonazione aziendale, culminato nella nascita dei tre Cru, espressione autentica di terroir distinti e armoniose.
Del resto, il motto che guida Laura – “essere prima di apparire” – incarna l’essenza di un progetto autentico, radicato nella terra e nella tradizione, pronto a conquistare palati esperti con vini di rara eleganza e profondità.

L’Azienda Agricola Antonella Corda sorge a Serdiana, nel basso Campidano, a pochi chilometri da Cagliari, in un territorio storicamente vocato all’agricoltura e punteggiato da ulivi secolari, vigneti rigogliosi e campi di cereali ondulati dal vento mediterraneo. Qui, Antonella Corda, agronoma specializzata nella gestione vitivinicola, ha ereditato nel 2010 i vigneti di famiglia, assumendone le redini con visione e determinazione. Sotto la sua guida, l’azienda si è rapidamente trasformata in una rinomata “boutique winery”, dove innovazione e tradizione si fondono in un equilibrio perfetto, dando vita a vini che incarnano l’essenza autentica di una delle zone più vocate della Sardegna alla produzione enologica di alto livello.
Oggi si estende su 40 ettari, di cui 15 dedicati a vigneti, 12 a uliveti e i restanti a seminativi, gestiti con un approccio sostenibile che riflette l’amore profondo di Antonella Corda per la terra e il rispetto per le tradizioni locali. I vini prodotti – contraddistinti da una genuina raffinatezza – nascono da pratiche agronomiche all’avanguardia: sistemi di lotta integrata contro i parassiti, concimazioni rigorosamente organiche e irrigazioni ottimizzate per preservare le risorse idriche. Questa filosofia non solo garantisce prodotti di eccellenza, ma posiziona l’Azienda Agricola Antonella Corda come modello di viticoltura responsabile, capace di esprimere l’identità unica del terroir sardo con eleganza e profondità.

Tenute Ballasanti è una realtà vinicola unica in Sicilia, sospesa sui pendii dell’Etna, dove Manuela Seminara torna alla terra di famiglia, sul declivio che guarda l’alba sul mare. Qui, insieme a Fabio Gualandris, trasforma l’intesa perfetta tra loro e l’amore condiviso per la terra nel cuore pulsante dell’azienda. Da questa sinergia nasce una produzione di vini dritti e dirompenti, all’insegna dell’eccellenza: Manuela vuole far rivivere attraverso ogni sorso la forza di “A muntagna”, l’Etna, e l’assoluto rispetto della natura e dei suoi tempi. Sentire e comprendere la terra, per lei, è cogliere il senso della vita stessa.
Tutto a Tenute Ballasanti racconta una storia antica e viva: i sentieri che si snodano tra i vigneti, il muro a secco eretto da Don Lorenzo, il bisnonno, i due pini marittimi che ombreggiavano Donna Mara – la moglie – nei giorni di Grecale, quando diceva che lì “ballavano anche i Santi” per il vento impetuoso. C’è la presenza silenziosa e potente di Don Angelo, il nonno, il cui lavoro e esempio affondano le radici affettive di Manuela e poi di Fabio. L’amore per questa terra li ha spinti a recuperare l’antica tenuta, riportando in vita la sua bellezza senza tempo.
Oggi Tenute Ballasanti cresce e si rinnova, ma resta testimonianza dell’unicità di un territorio montano e mediterraneo insieme, impreziosito dalle eruzioni vulcaniche. Il terroir, permeabile e ricco di potassio assimilabile, povero di azoto e fosforo, è generoso, esplosivo – in un certo senso, da domare. Tra le vigne brillano l’argento degli uliveti, il profumo dei frutteti, l’incanto di giardini con succulente, bonsai, erbe aromatiche e gelsomino. È la magia della Sicilia che risuona nell’amore di Manuela per la sua terra, trovando forma nella costante ricerca di gusto, bellezza e armonia.

Pichler‑Krutzler è una cantina familiare della Wachau, una delle più prestigiose regioni vinicole austriache, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, affacciata sul Danubio. Nei vigneti terrazzati di Dürnstein, Elisabeth Pichler‑Krutzler ed Erich Krutzler producono vini bianchi eleganti e profondamente minerali da Grüner Veltliner e Riesling, vitigni simbolo di questo territorio.
Nel 2006 Elisabeth Pichler‑Krutzler, originaria della Wachau, ed Erich Krutzler, dal Burgenland, fondano la loro azienda vinicola nel medievale “Rothenhof”, una storica tenuta all’ingresso della valle. Entrambi provengono da famiglie da generazioni impegnate nella produzione di vino e mettono a frutto questa esperienza per creare etichette uniche, dal forte legame con il luogo di origine. Grazie a investimenti mirati in tecnologia di cantina all’avanguardia, oggi Pichler‑Krutzler è riconosciuta come una delle realtà più interessanti e dinamiche della nuova Wachau.
I vini Pichler‑Krutzler sono ottenuti da uve provenienti da siti di grande qualità, raccolte a mano, vinificate e imbottigliate senza assemblaggi, aggiunte di zucchero, concentrazioni o chiarifiche spinte. L’obiettivo è realizzare vini essenziali e cristallini, che non seguono mode del momento ma raccontano con chiarezza il terroir della Wachau, mantenendo integra l’identità di ogni vigneto e di ogni annata.
I vigneti Pichler‑Krutzler si trovano su ripidi terrazzamenti di pietra intorno a Dürnstein e al bacino di Loiben, lungo il Danubio, coltivati esclusivamente a mano. Qui il microclima nasce dall’incontro tra influssi atlantici, le temperature miti della Pannonia e i venti freschi che scendono dalle vallate laterali, creando condizioni ideali per bianchi longevi e complessi. I suoli alternano sabbia e ghiaie del Danubio, strati di loess e rocce primarie, elementi che donano ai vini struttura, tensione e una marcata impronta minerale.

Weingut Robert Weil è una storica tenuta del Rheingau con sede a Kiedrich, considerata un simbolo internazionale della cultura tedesca del Riesling. Fondata nel 1875 dal dottor Robert Weil, oggi è guidata dalla quarta generazione familiare con Wilhelm Weil, che ha consolidato uno stile riconoscibile fatto di eleganza, precisione aromatica e lunga capacità di affinamento.
Il patrimonio vitato copre circa 90 ettari esclusivamente a Riesling, distribuiti sui pendii del Kiedricher Berg in tre siti VDP di altissimo pregio: Gräfenberg, Klosterberg e il monopole Turmberg. I vigneti, con ceppi anche oltre i 50 anni, sorgono su suoli ricchi di ardesia e quarzite, con esposizioni ideali che permettono maturazioni lente e complete, fondamentali per la produzione di grandi vini secchi e Prädikat.
La cantina adotta una viticoltura sempre più sostenibile, con gestione biologica certificata delle vigne dalla vendemmia 2024, selezioni severe in vigna e raccolta manuale scalare. In cantina, fermentazioni a temperatura controllata e lunghi affinamenti sui lieviti danno vita a Riesling dallo stile “château”: puri, complessi, finemente fruttati, con acidità vibrante e una firma minerale che rende Weingut Robert Weil un punto di riferimento assoluto per il Rheingau.

Weingut Robert Weil è una storica tenuta del Rheingau con sede a Kiedrich, considerata un simbolo internazionale della cultura tedesca del Riesling. Fondata nel 1875 dal dottor Robert Weil, originario della Prussia e docente alla Sorbona, oggi è guidata dalla quarta generazione familiare con Wilhelm Weil, che ha consolidato uno stile riconoscibile fatto di eleganza, precisione aromatica e grande capacità di affinamento.
Il patrimonio vitato copre circa 90 ettari esclusivamente a Riesling, distribuiti sui pendii del Kiedricher Berg in tre siti VDP di altissimo pregio: Gräfenberg (Grosse Lage), Klosterberg e il monopole Turmberg. I vigneti, con ceppi anche oltre i 50 anni, sorgono su suoli ricchi di ardesia, quarzite e phyllite, con esposizioni ideali che permettono maturazioni lente e complete, fondamentali per la produzione di grandi vini secchi (Grosses Gewächs) e Prädikat, dagli Spätlese ai più rari Trockenbeerenauslese.
La cantina adotta una viticoltura rigorosamente qualitativa, con rese contenute, gestione sostenibile certificata, nessun diserbo chimico e selezioni severe in vigna, fino a vendemmie scalari per i vini di punta. In cantina, fermentazioni accurate in acciaio e in grandi botti di rovere e lunghi affinamenti sui lieviti danno vita a Riesling dallo stile “château”: puri, complessi, finemente fruttati, con acidità vibrante e una firma minerale cesellata, che rende Weingut Robert Weil un punto di riferimento assoluto per il Rheingau e per gli appassionati di Riesling nel mondo.

Il Domaine de Terres Blanches è una tenuta situata tra Sancerre e Bué‑en‑Sancerre, creata dalla famiglia Saget come espressione più ambiziosa della loro ricerca di grandi vini di terroir nella Loira centrale. Acquistato da Jean‑Louis Saget alla fine degli anni Novanta, il domaine è oggi guidato anche dai figli Arnaud e Laurent, che hanno orientato il lavoro su un approccio ancora più preciso ai suoli e alle singole parcelle.
La proprietà si sviluppa su 15 ettari a Sancerre, con 13,5 ettari di Sauvignon Blanc e 1,5 ettari di Pinot Noir, oltre a vigne a Pouilly‑Fumé, sempre su terreni calcarei di “terres blanches” e caillottes. La cantina, moderna e funzionale, è stata progettata per vinificare separatamente ogni parcella e ospita le diverse espressioni del domaine, dai Sancerre bianchi e rossi ai Pouilly‑Fumé, con particolare attenzione all’espressione minerale e alla finezza aromatica del Sauvignon Blanc.
Cuore della filosofia del Domaine de Terres Blanches è il rispetto del terroir: i suoli sono lavorati con interventi misurati, senza forzature, e ogni vino nasce dall’idea di accompagnare la natura più che correggerla. L’obiettivo dichiarato è produrre vini puri, vibranti e profondamente identitari, in cui freschezza, precisione e mineralità raccontino con chiarezza l’origine e la personalità delle colline di Sancerre.

Gustave Lorentz ha sede nel pittoresco villaggio medievale di Bergheim, nel cuore dell’Alsazia, ed è una delle cantine storiche della regione, attiva dal 1836 e da allora sempre nelle mani della stessa famiglia. Oggi l’azienda è guidata da Georges Lorentz, affiancato dalle tre figlie – tra cui Clara, enologa – pronte a garantire la continuità di una tradizione giunta alla settima generazione.
Il domaine dispone di 52 ettari vitati complessivi, di cui 35 ettari condotti in agricoltura biologica certificata dal 2012, concentrati sui pendii che circondano Bergheim. I vigneti sono piantati principalmente a Riesling, Gewurztraminer, Pinot Gris, Pinot Blanc e Pinot Noir, con ogni varietà abbinata al terroir più adatto per esprimere al meglio identità aromatica, freschezza e capacità di invecchiamento.
Elemento distintivo della tenuta è il Grand Cru Altenberg de Bergheim, di cui Gustave Lorentz è il principale proprietario, con circa 13 ettari su suoli argilloso‑calcarei esposti a sud, ideali per vini potenti ma finissimi. A questo si aggiungono le parcelle nel vicino Grand Cru Kanzlerberg, completate da una cantina completamente rinnovata, tra le più moderne d’Alsazia, progettata per valorizzare senza forzature il dialogo tra vitigno, terroir e clima che è alla base dello stile della maison.

Domaine Michaut Frères si trova nel cuore del vigneto di Chablis, nel villaggio di Béine, ed è una dinamica azienda familiare che incarna lo stile più autentico della denominazione. Fondata nel 1946 da Henri Michaut, nasce come piccola realtà contadina e cresce negli anni Settanta grazie ai figli Jean, Christian e Bernard, che ampliano progressivamente il vigneto e consolidano la struttura del domaine.
Oggi la tenuta è guidata da Adrien Michaut e conta 53 ettari interamente piantati a Chardonnay, suddivisi tra Petit Chablis, Chablis e Chablis Premier Cru. I vigneti sorgono sui classici suoli kimmeridgiani di marne calcaree ricche di fossili marini, responsabili della tipica impronta minerale, della tensione acida e delle note saline che caratterizzano i migliori Chablis del territorio di Béine.
La viticoltura è improntata a pratiche sostenibili: il domaine è certificato HVE (Haute Valeur Environnementale), utilizza lavorazioni meccaniche del suolo al posto dei diserbi chimici, limita le rese e ricerca l’equilibrio naturale delle viti per ottenere uve sane e concentrate. L’attenzione alla conduzione del vigneto è considerata il fondamento per esprimere con precisione il carattere dei diversi climat aziendali.
In cantina, Domaine Michaut Frères privilegia fermentazioni con lieviti indigeni, temperature controllate e affinamenti prolungati in vasche d’acciaio inox, con uso mirato del legno solo per alcune cuvée. Nascono così vini puri, tesi e lineari, dominati da freschezza, note agrumate, accenti gessosi e una spiccata sapidità, che offrono una lettura chiara e contemporanea del terroir di Chablis.

Les Vignerons de Mancey sono una cooperativa storica fondata nel 1929 nel Mâconnais, a pochi chilometri da Tournus, che riunisce una cinquantina di viticoltori impegnati a valorizzare i terroir collinari intorno al villaggio di Mancey. I vigneti si estendono su circa 120 ettari, piantati con i vitigni classici di Borgogna – Chardonnay, Pinot Noir, Aligoté e Gamay – su suoli argillo‑calcarei ben drenati, ideali per vini freschi, fruttati e di spiccata identità territoriale.
La gamma “Les Essentielles” nasce come progetto di selezione dalle parcelle a bassa resa più vocate della cooperativa, frutto del lavoro congiunto tra viticoltori e team tecnico. Ogni vigneron dichiara le vigne destinate a queste cuvée, controllate da una commissione interna che verifica il rispetto di un disciplinare agronomico più severo; le uve vengono vinificate separatamente e i vini affinati con protocolli dedicati, per ottenere uno stile più preciso e definito.
All’interno di questa linea si inseriscono Les Essentielles Bourgogne Chardonnay e Les Essentielles Bourgogne Pinot Noir, vini pensati per offrire una lettura pura e accessibile della Borgogna meridionale.

Domaine Morat (Domaine Gilles Morat) è una piccola tenuta artigianale situata a Vergisson, villaggio panoramico all’estremo sud della Borgogna, incastonato tra le rocce di Solutré e Vergisson. La proprietà si estende per circa 7 ettari nelle denominazioni Pouilly‑Fuissé, Pouilly‑Fuissé Premier Cru e Saint‑Véran, interamente dedicate allo Chardonnay.
Il domaine è guidato da Gilles e Joëlle Morat, quinta generazione di una famiglia di vigneron profondamente legata al territorio: Gilles si è insediato nel 1997 rilevando parte delle vigne di famiglia e ampliandole con nuove parcelle, mentre Joëlle ha iniziato a lavorare stabilmente in azienda nel 2004. Dal 2020 il figlio Pierre, enologo, porta nuova energia e una visione contemporanea alla tenuta.
Certificato in viticoltura biologica, Domaine Morat adotta un approccio artigianale fatto di lavorazione integrale dei suoli, grande centralità dei lavori manuali e vendemmie esclusivamente a mano. La forte eterogeneità dei terroir di Vergisson – un vero mosaico di suoli, esposizioni e altitudini – è considerata una ricchezza da tradurre nelle diverse cuvée, che coniugano frutto maturo, energia acida e una marcata impronta calcarea. Lo Chardonnay, unico vitigno coltivato, è piantato su pendii calcarei poveri che donano ai vini una combinazione di maturità, freschezza e spiccata mineralità.

Domaine Bachey‑Legros è una storica tenuta familiare con sede a Santenay, nel sud della Côte de Beaune, attiva dal XIX secolo e oggi giunta alla sesta generazione. La famiglia coltiva circa 18 ettari sui migliori terroir di Santenay, Chassagne‑Montrachet e Maranges, dove Pinot Noir e Chardonnay trovano condizioni ideali per esprimere eleganza, profondità e grande potenziale di affinamento in bottiglia.
Il tratto distintivo del domaine è il patrimonio di vecchie vigne: molte parcelle sono state piantate tra il 1935 e il 1955 e affondano le radici in suoli argillo‑calcarei poveri e ben drenati, che garantiscono rese naturalmente contenute e uve di grande concentrazione. La conduzione privilegia interventi misurati, raccolte piuttosto tardive per raggiungere piena maturità fenolica e vinificazioni attente a preservare identità di cru e finezza aromatica.
Oggi il domaine è guidato da Lénaïc e Samuel Legros, che proseguono il lavoro di famiglia con uno stile capace di coniugare struttura, tensione e tessitura setosa, in particolare nei Santenay e Maranges da vieilles vignes. I loro vini si caratterizzano per frutto intenso, spezie fini e solida spalla minerale, offrendo una lettura autentica e contemporanea dei terroir meridionali della Côte de Beaune e mostrando una notevole attitudine all’affinamento nel tempo.

Domaine Edmond Cornu & Fils è una storica tenuta familiare con sede a Ladoix‑Serrigny, al confine tra Côte de Beaune e Côte de Nuits, dove la famiglia Cornu è insediata dal 1870 e ha fondato il domaine nel 1875. Oggi la proprietà copre 16,25 ettari, in larga parte dedicati al Pinot Noir, con alcune parcelle di bianco nei terroir di Ladoix, Aloxe‑Corton, Savigny‑lès‑Beaune, Chorey‑lès‑Beaune e Côte de Nuits‑Villages.
La gestione è affidata a Pierre Cornu e alla moglie Edith, affiancati dal cugino Emmanuel e dal padre Edmond, ancora presente in azienda pur essendo in pensione; dal 2020 si è aggiunta la figlia Lucie, dopo studi di viticoltura ed enologia e diverse esperienze in altre regioni del vino. Nel tempo il domaine ha investito in cantina e infrastrutture commerciali, mantenendo una forte impronta artigianale.
I vigneti occupano posizioni particolarmente vocate: a Ladoix il domaine firma diverse cuvée, mentre ad Aloxe‑Corton dispone di vecchie vigne piantate nel 1942, 1958 e 1971, che danno vini dalla struttura importante e dal profilo speziato. La conduzione è improntata a metodi sostenibili in lotta integrata, con certificazione ambientale HVE livello 3.

Domaine Georges Lignier et Fils è una storica tenuta familiare fondata all’inizio del Novecento a Morey‑Saint‑Denis, nel cuore della Côte de Nuits, dove oggi conta circa 16 ettari suddivisi in 50 parcelle per 17 denominazioni. La quinta generazione è rappresentata da Benoît Stehly, che ha progressivamente assunto la guida del domaine introducendo innovazioni in vigneto e in cantina, mantenendo però uno stile classico e territoriale.
Il patrimonio di vigne comprende parcelle di grande prestigio, tra cui due Grand Cru simbolo di Morey‑Saint‑Denis: Clos de la Roche e Clos Saint‑Denis. Nel Clos de la Roche, dove la tenuta possiede una superficie significativa, il Pinot Noir dà vini tra i più ricchi e strutturati del villaggio, con tannini importanti e notevoli capacità di affinamento; il Clos Saint‑Denis, di cui il domaine coltiva circa 1,40 ettari, esprime invece un volto più fine ed elegante, giocato su profondità aromatica e tessitura setosa.
In vigna si lavora in modo tradizionale, con rese contenute e vendemmie manuali, mentre in cantina si adottano fermentazioni in tino, estrazioni misurate e lunghi élevage in piccoli fusti, con percentuali di legno nuovo calibrate in base al livello dell’appellazione. Ne nascono Pinot Noir di grande purezza, che sintetizzano il carattere di Morey‑Saint‑Denis: equilibrio tra la potenza di Gevrey‑Chambertin e la finezza di Chambolle‑Musigny, con una chiara identità di frutto, spezia e mineralità.

Maison Edouard Delaunay è una storica maison di négoce fondata nel 1893 da Édouard Delaunay, che dalla Loira si trasferì in Côte d’Or per dedicarsi ai grandi vini di Borgogna. Nel corso del XX secolo la casa ha svolto un ruolo di primo piano nello sviluppo e nella fama internazionale della regione, partecipando alla nascita della Confrérie des Chevaliers du Tastevin e contribuendo alla notorietà dell’asta degli Hospices de Beaune.
Laurent Delaunay, oggi alla guida della maison, rappresenta la quinta generazione di una famiglia di viticoltori e négociants e si è riappropriato della storia di famiglia riportando in vita il nome Edouard Delaunay nel 2017, dopo anni in cui era progressivamente caduto nell’oblio. Convinto che la Borgogna sia il cuore della propria identità, ha ricostruito la maison con l’obiettivo di riportarla nella cerchia dei grandi négociants, puntando su volumi contenuti, forte selezione e un posizionamento di alta gamma.
La gamma copre oggi un ampio spettro di appellation, dai Bourgogne regionali e Hautes‑Côtes de Nuits fino a numerosi Premier e Grand Cru in Côte de Beaune e Côte de Nuits, con particolare attenzione ai terroir storici di Nuits‑Saint‑Georges e dintorni. Lo stile della maison si fonda su vinificazioni e affinamenti meticolosi: scelta rigorosa dei conferitori, parcelle selezionate, estrazioni misurate, élevage su misura per ciascuna denominazione e un uso del legno pensato per accompagnare, e non mascherare, l’espressione del terroir. In questo modo Edouard Delaunay ha riconquistato un ruolo di riferimento nella Borgogna contemporanea, unendo eredità storica e visione moderna.

Jeannine Boutin è un progetto di micro‑négoce situato nella Valle del Rodano settentrionale, creato nel 2005 da Stéphane Vedeau e battezzato in omaggio a sua madre. L’azienda lavora piccole parcelle in alcuni dei terroir più vocati del Nord Rodano, con l’obiettivo di produrre cuvée di forte personalità che riflettano fedelmente origine e annata.
La produzione è centrata sui vitigni classici della zona, in particolare Syrah per i rossi e Roussanne per i bianchi, coltivati secondo i principi dell’agricoltura biodinamica con un approccio olistico che considera il vigneto come un sistema vivente e segue i cicli naturali ed astrali. Le vigne, spesso vecchi impianti di famiglia, si trovano in denominazioni di prestigio come Crozes‑Hermitage, Saint‑Joseph, Hermitage e Côte‑Rôtie, su suoli granitici e scistosi che donano ai vini struttura, profondità e marcata impronta minerale.
In cantina, le uve vengono vendemmiate a mano, vinificate con lieviti indigeni e lunghe macerazioni in cemento, con interventi delicati e un uso misurato del legno, per preservare purezza di frutto, speziatura tipica del Syrah e tensione. Le cuvée firmate Jeannine Boutin si distinguono per intensità aromatica, equilibrio tra potenza e finezza e una forte definizione del terroir, confermando il ruolo di Stéphane Vedeau tra le voci più interessanti del Rodano settentrionale contemporaneo.

La Ferme du Mont è un’azienda vinicola del Rodano meridionale fondata nel 2005 da Stéphane Vedeau, con cuore a Châteauneuf‑du‑Pape e parcelle distribuite anche in Côtes‑du‑Rhône, Côtes‑du‑Rhône Villages, Gigondas, Vacqueyras e Rasteau. L’azienda lavora i vitigni classici del Rodano – Grenache, Syrah, Mourvèdre e Cinsault per i rossi; Grenache Blanc, Roussanne, Clairette e altre varietà bianche autoctone per i bianchi – in un’ottica di forte legame con il paesaggio mediterraneo del sud della valle.
La Ferme du Mont adotta un approccio olistico al vigneto: agricoltura biologica certificata e pratiche biodinamiche che considerano la vigna come un sistema vivente, rispettando cicli ecologici, ritmi lunari e biodiversità del suolo. Le parcelle, spesso di dimensioni molto ridotte, vengono seguite una a una, con lavorazioni manuali, assenza di pesticidi di sintesi e raccolte mirate a cogliere il punto di maturità in cui frutto, freschezza e spezia sono in equilibrio.
In cantina, fermentazioni con lieviti indigeni, estrazioni delicate e un uso misurato del legno mirano a preservare energia e purezza, lasciando che ogni cuvée racconti la specificità del suo terroir. Le diverse etichette – dalle Côtes‑du‑Rhône “Première Côte” ai vini di Châteauneuf‑du‑Pape – sono pensate come interpretazioni complementari di uno stesso insieme di paesaggi, e hanno reso La Ferme du Mont un punto di riferimento per chi cerca vini del Rodano sud contemporanei, profondi e territoriali.

Abbotts & Delaunay nasce dall’incontro tra Nerida Abbott, talentuosa enologa australiana, e Laurent Delaunay, proveniente da una storica famiglia borgognona. La cantina, una vera boutique situata nel cuore della Linguadoca, si dedica alla produzione di vini di alta qualità che coniugano l’intensità mediterranea con la raffinatezza tipica della Borgogna.
Da questa sinergia nascono vini eleganti, frutto di parcelle accuratamente selezionate nelle migliori denominazioni della regione. Con l’ingresso di Jeanne Delaunay, enologa di sesta generazione, la cantina ha abbracciato un approccio di viticoltura di precisione, capace di unire la potenza del Sud alla finezza del Nord in un equilibrio perfetto.
Negli ultimi anni sono stati introdotti interventi fondamentali per innalzare ulteriormente il livello qualitativo: una gamma rinnovata di cuvée site-driven, l’adozione di presse pneumatiche in stile Champagne per garantire la massima purezza, vinificazioni condotte parcella per parcella e affinamenti su misura, che spaziano dalle barrique francesi all’acciaio fino alle anfore. Le cuvée vengono rilasciate solo quando esprimono pienamente l’identità del loro terroir, rendendo Abbotts & Delaunay uno dei punti di riferimento per i vini eleganti della Linguadoca – una vera e propria “Borgogna del Sud”.
Oggi è Jeanne Delaunay a guidare la visione della cantina, portando avanti una filosofia basata sull’eccellenza e firmando cuvée autentiche, raffinate e destinate a evolvere nel tempo.

Ultimate Provence si trova a La Garde‑Freinet, antico villaggio nel cuore del Massif des Maures, circondato da boschi di lecci, rocce scistose e macchia mediterranea che formano un anfiteatro naturale attorno al vigneto. Qui 46 ettari di vigne, interamente classificati AOP Côtes‑de‑Provence, si distendono su suoli poco profondi poggiati su una lastra compatta di scisti e grès impermeabili: uno strato duro che costringe le radici a scendere in profondità, limita le rese e concentra materia e aromi negli acini.
Il clima è pienamente mediterraneo, caldo e luminoso, ma mitigato da venti regolari e da marcate escursioni termiche tra giorno e notte, che preservano freschezza e acidità. La grande foresta che borda le parcelle crea un cuscinetto vegetale che trattiene umidità e favorisce biodiversità, mentre il tappeto di erbe aromatiche – timo, rosmarino, cisto, ginepro – imprime una firma olfattiva al paesaggio prima ancora che al vino.
In questo contesto nasce UP Rosé, rosato simbolo della tenuta, frutto di vitigni tipici come Grenache, Cinsault, Syrah e Rolle coltivati in regime biologico e con certificazione HVE 3, a testimonianza di un approccio attento alla vitalità del suolo, al risparmio idrico e agli insetti utili. In vigna si privilegiano lavorazioni dolci, inerbimenti controllati e interventi mirati, così che la pianta trovi il proprio equilibrio e traduca nel frutto l’energia minerale del substrato roccioso.
Estremamente suggestiva nel suo stile contemporaneo, la cantina di vinificazione è opera dell’agenzia di design Humbert & Poyet, che ha creato volumi puri e luminosi dove cemento, metallo e legno dialogano con la luce naturale e con il paesaggio circostante. Nel calice, UP Rosé unisce colore delicato, profumi di agrumi, frutti rossi croccanti, fiori bianchi ed erbe di Provenza a un sorso teso, salino e armonico, che racconta il carattere minerale e luminoso del Massif des Maures.

La famiglia Hesketh è attiva nel mondo del vino da tre generazioni e ha sempre mostrato un’avversione per le convenzioni, scegliendo “il sentiero meno battuto” e lavorando o vivendo in regioni come Borgogna, Languedoc, California, Australia e Nuova Zelanda. Nel 2006 Jonathon e Trish Hesketh sono rientrati nella loro casa in South Australia per fondare Hesketh Wines, con l’obiettivo di produrre vini che raccontassero la storia e l’esperienza internazionale della famiglia.
L’influenza maturata in diversi paesi si riflette in uno stile che coniuga tipicità territoriale, pura espressione varietale ed eleganza del gusto, con grande attenzione all’equilibrio e alla bevibilità. Hesketh nasce come realtà “negoce”, quindi selezionando uve da vigneti di parcelle scelte, e nel tempo ha portato sempre più produzione in house, lavorando frutta proveniente dai propri vigneti e da una rete di conferitori specialisti nelle zone più vocate del South Australia.
Tra i vini di riferimento spiccano il Lobethal Chardonnay Adelaide Hills, bianco di clima fresco che esprime finezza aromatica, tensione e impronta minerale, e l’Ebenezer Shiraz Barossa Valley, rosso strutturato e intenso che valorizza la ricchezza di frutto e la speziatura tipica della zona. Ogni etichetta è pensata come interpretazione precisa del luogo d’origine, in linea con lo stile e l’etica enologica della famiglia Hesketh: vini sofisticati, dall’identità chiara, che uniscono la classicità dei grandi territori australiani a una sensibilità maturata sui vigneti del mondo.

Tiraki è una giovane realtà familiare di Marlborough, in Nuova Zelanda, guidata dai fratelli Hammond e radicata nella loro fattoria di famiglia, Longfield Farm, nei Southern Valleys. Il nome “Tiraki” deriva dalla parola Māori per “schiarita del cielo” ed è un omaggio al nome tradizionale della regione, legato all’immagine di un “buco nelle nuvole” sopra la valle di Wairau, simbolo di nuovi inizi e di ottimismo.
La forte identità Māori e il legame con queste terre, coltivate dalla famiglia da oltre 150 anni, sono al centro del progetto: l’azienda nasce nel 2020 come modo per riscoprire le proprie radici e condividere attraverso il vino uno stile di vita fatto di avventura, natura e convivialità. Marlborough, con il suo clima fresco, le lunghe giornate di sole e i suoli ghiaiosi e sabbiosi, offre condizioni ideali per Sauvignon Blanc, ma anche per Pinot Noir.
La filosofia di Tiraki è chiara: vini fatti a mano, pensati per essere condivisi, che uniscono precisione enologica e spontaneità, diventando il pretesto per “uscire, esplorare e vivere il momento”, come recita il loro mantra.

Doolhof Wine Estate si trova a Wellington, nel Western Cape, in una lunga valle ai piedi del Bain’s Kloof Pass, monumento storico nazionale. La tenuta, fondata nel 1707, si estende per circa 380 ettari e il suo nome, “Doolhof”, significa “labirinto” in afrikaans, in riferimento al paesaggio di gole e colline intrecciate.
Degli oltre 380 ettari, circa ottanta sono destinati a vigneti, edifici, strade e paddock, mentre il resto rimane non coltivato ed è coperto da fynbos autoctono in condizioni incontaminate, attraversato dal fiume Kromme, alimentato anche dalle acque del Gawie‑se‑water. Le prime vigne moderne sono state piantate nel 1995 e nel 2005 la proprietà ha ottenuto lo status ufficiale di Wine Estate, confermando il suo ruolo di azienda di riferimento della Bovlei Valley.
La valle gode di terroir unici e diversificati: microclimi freschi, forti escursioni termiche e una combinazione di suoli a base di scisti di Malmesbury, Glenrosa e Clovelly, che permettono alle radici di scendere fino a quattro metri o più in profondità. In vigna questo si traduce in rese contenute, maturazioni lente e uve di grande concentrazione, che Doolhof interpreta con una forte attenzione alla singola parcella, vinificando per “single vineyard” o singolo appezzamento quando possibile.
L’obiettivo è dare voce al mosaico di terroir della tenuta attraverso vini complessi e strutturati, ma sempre eleganti, in cui la componente fruttata è sostenuta da freschezza e tensione minerale. Accanto ai vitigni bordolesi e al Sauvignon Blanc, Doolhof dedica particolare cura a varietà emblematiche del Capo come Pinotage e Chenin Blanc, spesso affinati più a lungo e prodotti in quantità limitate, per esprimere il carattere profondo e distintivo di questo angolo remoto del Western Cape.

THINO nasce dalla visionaria idea di due amici, Federico La Rosa e Angelo Giovannini, accomunati da una profonda passione per il Vermouth. Questo vino fortificato, ideato alla fine del Settecento come elisir terapeutico e poi assurto a icona indiscussa dell’aperitivo italiano, viene da loro reinterpretato con un approccio innovativo e contemporaneo. La filosofia produttiva di THINO si basa su una meticolosa ricerca e sperimentazione, con una selezione rigorosa di spezie, erbe aromatiche e vini base di altissima qualità, pilastri essenziali per forgiare un Vermouth dal profilo unico e distintivo.
Frutto di anni di dedizione e affinamenti tecnici nelle infusioni, THINO supera i canoni dei Vermouth classici: abbandona i caratteri opulenti ed esasperati per abbracciare un’eleganza raffinata, dove complessità e armonia si fondono in un equilibrio perfetto. Grazie all’impegno costante di Federico e Angelo, il Vermouth THINO evolve senza sosta, sviluppando varietà come il Bianco – dal profilo floreale e fruttato, con camomilla, genziana e frutto della passione – e il Rosso – ricco di spezie intense come pepe, chiodi di garofano e artemisia. Ogni sorso offre un’esperienza sensoriale autentica e sorprendente, ideale per aperitivi sofisticati o cocktail creativi.

Lustau trae le sue origini nel 1896, quando José Ruiz-Berdejo, segretario della Corte di Giustizia, coltivava nel tempo libero le vigne della tenuta di famiglia Nuestra Señora de la Esperanza, producendo vini Sherry destinati ai grandi produttori di Jerez.
Lo Sherry rappresenta un vino fortificato unico al mondo, prodotto esclusivamente nella “Sherry Triangle” di Jerez de la Frontera, Sanlúcar de Barrameda e El Puerto de Santa María, grazie al microclima costiero e al sistema solera di affinamento che garantisce costanza qualitativa e complessità aromatica irripetibili altrove.
Tra il 1940 e il 1950, l’azienda si trasferì nell’antico quartiere di Santiago, nel cuore storico di Jerez de la Frontera, sotto la guida di Emilio Lustau, che avviò le esportazioni dei suoi Sherry, consolidando una reputazione internazionale.
Nel 2000, Lustau acquisì sei iconiche bodegas del XIX secolo nel centro di Jerez, restaurandole con cura per riportarle allo splendore originale; oggi queste strutture ospitano le principali cantine di affinamento.
Oggi Lustau si afferma come il primo riferimento mondiale per i vini Sherry di alta qualità, valorizzando l’eredità artigianale con un’attenzione meticolosa alla purezza varietale e all’espressione autentica del terroir.

L’azienda Ferreira Porto affonda le sue radici nel 1751, quando i membri della famiglia Ferreira, abili coltivatori di vigne nella valle del Douro, fondarono l’impresa che avrebbe segnato la storia del vino Porto. Da quel momento, Ferreira si è affermata come pilastro della viticoltura portoghese, unendo passione generazionale e innovazione costante.
Il vero fulcro della sua leggenda è Dona Antónia Adelaide Ferreira (1811-1896), figura emblematica nota come “Ferririnha” per la sua straordinaria lungimiranza imprenditoriale. Con una passione sconfinata, Dona Antónia investì massicciamente nella modernizzazione della regione del Douro, puntando a elevare la qualità del vino Porto. Fortificò i valori fondanti dell’azienda, consolidando il legame tra produzione e commercializzazione. Introducendo tecniche all’avanguardia per la coltivazione delle vigne, la vinificazione e l’imbottigliamento, legò indissolubilmente tradizione e modernità, ponendo le basi per un’eccellenza duratura.
Oggi, Ferreira Porto continua a prosperare grazie a un patrimonio di quattro tenute di proprietà, situate nei terreni più vocati del Douro. La Quinta do Seixo si estende su 100 ettari a Pinhão, mentre la Quinta do Porto copre 40 ettari e la Quinta do Caêdo 23 ettari, entrambe nel cuore di Pinhão. Completa il portafoglio la Quinta da Leda, vasta 95 ettari a Foz Côa, che contribuisce alla diversificazione e alla qualità superiore delle uve.
Prodotto con passione ininterrotta da oltre 270 anni, Ferreira Porto rappresenta un simbolo indiscusso della migliore qualità dei vini fortificati.

Da quattro generazioni la famiglia Bonville è specializzata in Champagne Blanc de Blancs Grand Cru ad Avize, uno dei terroir più prestigiosi della Côte des Blancs. La tenuta conta 15 ettari di soli Chardonnay, suddivisi in 77 appezzamenti nei tre Grand Cru di Avize, Oger e Le Mesnil-sur-Oger. La gestione è oggi affidata a Olivier Bonville, che porta avanti il lavoro di famiglia unendo rigore tecnico e sensibilità contemporanea.
In vigna il lavoro è meticoloso: vendemmia esclusivamente manuale alla piena maturazione dei grappoli e pratiche agronomiche sostenibili per preservare l’identità del territorio. In cantina si utilizzano presse orizzontali per una spremitura delicata e circa 50 barrique per i vini di riserva destinati alla liqueur de tirage e alla cuvée Les Belles Voyes. L’affinamento avviene in storiche gallerie sotterranee del XIX secolo, che garantiscono temperatura e umidità costanti durante tutto l’anno.
Per la Maison, un minimo di 2 anni e mezzo sui lieviti è indispensabile per esprimere la finezza del Brut Grand Cru Blanc de Blancs, mentre le Cuvée Prestige e le Vintage riposano almeno 6 anni prima della sboccatura. Il risultato sono Champagne dal profilo teso e verticale, caratterizzati da grande finezza, eleganza, mineralità e da una freschezza salina accompagnata da note floreali e agrumate.

La Maison Crucifix Père & Fils nasce ad Avenay-Val-d’Or, nel cuore della Montagne de Reims, un promontorio boschivo che non supera i 300 metri di altezza, disteso tra le città di Reims ed Épernay e compreso tra i fiumi Marna e Vesle. In questa zona il terreno è unico: in profondità l’importante presenza di gesso, che funge da vero e proprio serbatoio idrico, assicura drenaggio, riserva d’acqua e una spiccata impronta minerale ai vini; qui il protagonista assoluto è il Pinot Noir, vitigno simbolo della Montagne de Reims.
Già negli anni Quaranta André Gabriel fu tra i pochi viticoltori a intuire l’enorme potenziale delle uve coltivate su questi suoli e decise di fondare il proprio marchio di Champagne. Nel 1960 la figlia di André e il genero Pierre Crucifix rilevarono l’azienda di famiglia e svilupparono la loro etichetta Champagne Pierre Crucifix, dando ulteriore impulso alla realtà di Avenay-Val-d’Or.
Nel 2005, con l’ingresso della quinta generazione, Sébastien Crucifix rinomina l’azienda Crucifix Père & Fils e, insieme alla moglie Carole, firma cuvée che uniscono tradizione e sensibilità contemporanea. Oggi Sébastien coltiva 5 ettari di vigneti Premier Cru sulla Montagne de Reims, senza diserbanti né insetticidi da oltre 10 anni, in un approccio agricolo rispettoso dell’ambiente e dell’ecosistema del vigneto, dando vita a Champagne che esprimono con precisione il carattere del loro terroir.

La Maison Collard-Picard, situata a Villers-sous-Châtillon nella Vallée de la Marne, è nata nel 1996 dalla passione di Olivier Collard e Caroline Picard. Olivier discende da una storica famiglia di produttori: nipote del compianto René – forse il più grande interprete del Meunier e pioniere della naturalità in vigna e in cantina – mentre Caroline proviene da una dinastia di viticoltori della Côte des Blancs. Oggi, il figlio Alexandre affianca i genitori nell’attività familiare.
La maison propone una visione contemporanea dello Champagne, radicata nelle tecniche tradizionali del territorio. La cantina, arroccata su una collina che domina la Vallée, produce vini privi di malolattica: una scelta che ne esalta freschezza e longevità. Gli Champagne Collard-Picard celebrano il legame indissolubile con la terra e il carattere unico del Meunier.
La loro magnificenza nasce dalla nobiltà dei vigneti della Vallée de la Marne – che esprimono la potenza e la complessità di Pinot Noir e Meunier – e dal prestigioso terroir della Côte des Blancs (Le Mesnil-sur-Oger), regno dello Chardonnay. In armonia con la natura, Olivier e Alexandre ne assecondano i ritmi con un approccio rispettoso, attraverso piccoli gesti quotidiani.
La filosofia della casa è limpida: esaltare la qualità delle uve e del terroir. Si vinifica solo la cuvée con lieviti indigeni, in grandi botti – integrate, dalla vendemmia 2024, da alcune anfore – senza malolattica. Gli Champagne affinano a lungo sui lieviti e vengono dosati extra-brut o brut nature.

La Maison Devaux rappresenta una delle eccellenze storiche della Champagne, fondata nel 1846 dai fratelli Jules e Auguste Devaux a Épernay. Dal 1987, la maison è parte integrante del Groupe Vinicole Champagne Devaux.
La sua storia è indissolubilmente legata a tre donne determinate, note come le “tre vedove Devaux”. Claude-Joseph Devaux, rimasta vedova a soli 39 anni, fondò la Maison Vve A. Devaux insieme al figlio François-Auguste; le succedette Augusta-Maria Herbin, che la guidò dal 1879 al 1895 dopo la scomparsa del marito; infine, Marguerite Marie-Louise assunse la direzione dal 1907 al 1951, consolidando la reputazione familiare.
Oggi, la sede si trova nel magnifico Manoir de Villeneuve, un castello del XVIII secolo restaurato nel cuore di Hameau de Villeneuve, a Bar-sur-Seine nella Côte des Bar, affacciato sulla Senna e arricchito da una piccionaia del XVII secolo protetta come patrimonio storico.
I vigneti della Côte des Bar si distinguono per suoli composti da marne argillo-calcaree alternate a marne non calcaree, terroir ideale per un Pinot Noir strutturato e potente, coltivato con grande attenzione alla sostenibilità. Questo vitigno dominante è sapientemente integrato con Chardonnay selezionati dalla Côte des Blancs e da Montgueux, che apportano eleganza e freschezza agli assemblaggi.
La vinificazione riflette un approccio meticoloso: prevede una selezione parcellaire, una parziale fermentazione in legno e l’uso del 35-40% di vini di riserva, con un affinamento minimo di 5 anni sui lieviti per la prestigiosa linea Collection D. Dal 1995, Devaux adotta il metodo Solera per la gestione dei vini di riserva perpetui, un sistema che garantisce costanza stilistica, profondità aromatica e una freschezza fruttata persistente, rendendo i suoi Champagne espressione unica di equilibrio tra potenza e raffinatezza.

Charles‑Camille Heidsieck nasce a Reims nel 1822, trentasette anni dopo la fondazione della Champagne Heidsieck et Cie da parte del prozio, e cresce immerso nel mondo dello Champagne, formato da un severo rigore prussiano. A 29 anni fonda la Maison che porta il suo nome, acquistando 47 crayères – antiche cave di gesso – in cui affinare i vini prodotti con le uve del cugino Ernest Henriot, dando vita a una maison indipendente, visionaria e innovatrice. Nel pieno XIX secolo diventa subito ambasciatore della propria Maison e della Francia: viaggiando tra Europa e Stati Uniti incarna il glamour francese, conquistando la borghesia di New York e guadagnandosi il soprannome di “Champagne Charlie”.
Oggi, a oltre 160 anni dalla fondazione, la Maison resta fedele allo spirito intraprendente e coraggioso del suo creatore, riconosciuta per Champagne di grande profondità e capacità di lungo affinamento. Il cuore della cantina sono le 47 crayères di Reims, trasformate in circa 8 chilometri di gallerie sotterranee a 30 metri di profondità, che offrono condizioni ideali per un affinamento lento, capace di donare cremosità, complessità aromatica e perlage fine.
Le uve provengono da circa 30 ettari di proprietà e da selezionati cru della Montagne de Reims, Côte des Blancs e Vallée de la Marne, dove suoli kimeridgiani e argillo‑calcarei donano mineralità e persistenza al profilo gustativo. Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier sono vinificati separatamente vitigno per vitigno, in piccoli tini, così da scegliere con precisione ogni vino‑base: ciascuno apporta profondità, morbidezza o tensione acida, e il lavoro di assemblaggio garantisce raffinatezza e grande precisione aromatica alle cuvée finali.
Lo stile delle cuvée sans année si fonda su un’alta percentuale di vini di riserva, pilastro di equilibrio, profondità e coerenza nel tempo. Il prestigioso Blanc des Millénaires, invece, è un millesimato 100% Chardonnay, espressione pura di una singola annata e frutto di lunghissimo affinamento nelle crayères. A guidare oggi questa visione è lo chef de cave Émilien Érard, enologo di quinta generazione in Champagne, che pone al centro il tempo di affinamento e l’uso sapiente dei vini di riserva, custodendo lo stile inconfondibile di Charles Heidsieck.

Fondato nel 1945 come impresa a gestione familiare su 18 ettari a Sion, nel cuore del Gers – terra emblematica dell’Armagnac – il Domaine «à Lafitte» è guidato dalla famiglia Bachos, viticoltori appassionati che producono un Bas Armagnac artigianale e autentico, fedele alle tradizioni più pure.
Il terroir unico, caratterizzato da suoli sabbiosi e argillo-calcarei, dona ai vini base un’acidità ottimale, ideale per la distillazione, traducendosi in distillati fini, equilibrati e longevi. Fin dagli esordi, il Domaine si è specializzato esclusivamente nei Vintaged Bas-Armagnac millesimati, offrendo una vasta collezione di annate che catturano la personalità distinta di ogni vendemmia.
Questa gamma impressionante rappresenta il cuore pulsante del Domaine: decine di millesimi, affinati da 20 a oltre 50 anni, si distinguono per sentori complessi di pasticceria (vaniglia, brioche), frutta secca (fichi, prugne), note dolci di miele o speziate, in equilibri che spaziano da potenza strutturata a leggerezza vibrante. Ogni bottiglia narra una storia unica del Gers, svelando l’evoluzione aromatica propria dell’annata.
I millesimati nascono dalla distillazione di vini da uve Baco Blanc – eletta per le sabbie rosse locali, che apporta soavità, equilibrio e aromi di frutta matura dopo lunghi affinamenti – e Ugni Blanc, ideale per freschezza e complessità negli Armagnac giovani, senza sovrastarne il profilo organolettico.
La distillazione tradizionale in alambicchi discontinui, unita a prolungati affinamenti in legno di quercia, garantisce una qualità superiore e un’evoluzione sensoriale ottimale. Ogni bottiglia, prodotta in quantità limitata, è sigillata a mano con cera e il sigillo dei Bachos, simbolo di un patrimonio familiare che unisce terroir eccezionale, tradizione e rigore enologico.
Nel 2026, il Domaine «à Lafitte» continua a distinguersi per questa unicità irripetibile, offrendo agli appassionati un viaggio enologico indimenticabile attraverso la grande varietà dei suoi millesimati.

Dal 1702, Jacques Ferrand, capostipite della famiglia, distilla e affina con maestria i prodotti dei suoi vigneti nel cuore della regione del Cognac. Ancora oggi, i suoi eredi perpetuano questa secolare tradizione di “bouilleurs de cru”, trasmettendo un patrimonio unico attraverso dodici generazioni.
Agli inizi degli anni ‘70, Pierre Ferrand fonda il marchio Marquis de Gensac e promuove a livello internazionale l’immagine dei cognac dei distillatori di cru, elevandone il prestigio mondiale.
Oggi, Pablo Ferrand guida l’azienda con dedizione assoluta, producendo unicamente cognac affinati e prestigiosi a Segonzac, nel cuore della Grande Champagne 1er Cru, il premier cru della regione Cognac. Si occupa personalmente di ogni fase – dalla vendemmia manuale allo stoccaggio delle uve, fino alle nuove piantagioni – garantendo un controllo totale sulla qualità.
Gli 8,5 ettari di Ugni Blanc nel cuore di Segonzac sono dedicati esclusivamente alla distillazione dei Cognac Grand Champagne 1er Cru Marquis de Gensac. Ogni fase, dalla raccolta all’imbottigliamento, avviene in un’unica cantina con metodi artigianali: distillazione in alambicchi discontinui di rame (18 e 25 hl), riscaldamento dolce sulle fecce fini, tagli manuali olfattivi e affinamento in botti di rovere Limousin da 400-500 litri.
Questi cognac Grande Champagne si distinguono per morbidezza spiccata, consistenza vellutata e vivide note fruttate, con aromi complessi di agrumi, fiori, mandorla, frutta secca, miele e spezie dolci. Sono premiati internazionalmente per la qualità straordinaria e rappresentano l’orgoglio di Pablo Ferrand e della famiglia, incarnando l’essenza del miglior cru del Cognac.

Nel cuore della Normandia, nel dipartimento del Calvados in Francia, sorge la zona di produzione del Pays d’Auge, rinomata per i suoi calvados di alta qualità. È qui, nei pressi del paese di Saint Pierre, che nascono i Calvados Marquis de Saint Loup, un marchio storico e distinto che incarna la più autentica tradizione normanna. Marquis de Saint Loup seleziona con cura meticolosa soltanto le migliori mele dai frutteti ad alto fusto, coltivati secondo metodi sostenibili e rispettosi della natura.
La raccolta avviene manualmente tra settembre e novembre, quando i frutti raggiungono la maturazione ideale. Queste mele vengono poi pressate in antiche presse verticali, tipiche della regione, per estrarre esclusivamente il succo puro della prima pressatura, base essenziale per un sidro di straordinaria purezza. Questo succo fermenta naturalmente in botti di rovere, un processo lento che dura diverse settimane e che prelude alla doppia distillazione in alambicchi a ripasso (alambic charentais), garantendo un’acquavite dal carattere fine ed elegante.
Una volta distillato, il calvados riposa in piccole botti di rovere nelle antiche cantine della tenuta, dove l’affinamento ne scolpisce il profilo aromatico. Con gli anni, gli aromi evolvono dalle note fresche di mela matura verso un bouquet complesso: sentori speziati di vaniglia e cannella si intrecciano a sfumature di frutta secca, noci e un tocco tostato, donando una profondità straordinaria.
La gamma dei Calvados Marquis de Saint Loup comprende una preziosa collezione di calvados AOC, ottenuti da lotti acquisiti durante le trasmissioni di storiche aziende normanne. Affinati con pazienza nelle antiche cantine umide e fresche della proprietà nel Pays d’Auge, questi tesori rappresentano il vertice dell’artigianato calvadosiero, perfetti per intenditori e occasioni speciali.

Fondata nel 2002 nelle remote Shetland, Blackwoods ha eletto la sua sede nella prestigiosa tenuta di Ardgowan, a soli 40 minuti da Glasgow. Qui, l’azienda beneficia di una sorgente naturale che eroga un’acqua di purezza e dolcezza superiori, elemento fondamentale per la creazione di distillati d’eccellenza. La prossimità al mare, unita all’influenza mitigante e riscaldante della Corrente del Golfo, genera un microclima unico, ideale per produrre gin che incarnano l’autentica eredità marittima scozzese.
I distillati di Blackwoods si distinguono per il loro accento scozzese caratteristico, ottenuto incorporando botaniche autoctone locali come alghe marine, olivello spinoso e menta acquatica, bilanciate da vivaci note agrumate che donano freschezza e complessità. Dal 2005, Blackwoods collabora con il pluripremiato Master Distiller Sion Edwards, la cui firma appare sulle etichette e che ha guidato lo sviluppo di ricette innovative, inclusa la prima distillazione nella nuova sede di Ardgowan nel 2024 con l’alambicco di rame “Marie”, dedicato a una figura storica locale. Questa partnership ha dato vita a prodotti emblematici come la Premium Grain Vodka, il Classic Dry Gin Vintage e il Navy Strength Gin, tutti certificati vegani, distillati in piccoli lotti e prodotti con materiali riciclati per un impegno ambientale carbon negative.
L’impegno dell’azienda nel celebrare il meglio della produzione scozzese è evidente nella sua innovazione pionieristica: Blackwoods è stata la prima distilleria al mondo a lanciare un gin vintage. Ogni anno, con cura meticolosa, seleziona botaniche dalle principali colture nazionali e le distilla in piccoli lotti mediante un tradizionale alambicco di rame. Il risultato è un prodotto che cattura l’essenza pura della Scozia: elegante, autentico e intramontabile.

Rapa Giovanni è un liquorificio artigianale di eccellenza piemontese, nato nel 1880 ad Andorno Micca, nella Valle Cervo, dove la passione per le tradizioni locali si tramanda intatta, lontana da compromessi industriali.
La sua storia prende vita da Giovanni Rapa, scultore e esperto di erbe, che a fine Ottocento dà il via alla produzione industriale del Ratafià – un liquore citato già nel 1600 dalle suore del Monastero di Santa Maria della Sala, immerso in leggende millenarie e usato per suggellare patti solenni fin dall’anno Mille.
Protagonista assoluto è il Ratafià, riconosciuto prodotto agroalimentare tradizionale dal 2000. Macerato con amarene nere – o preziose varianti come noci, ginepro, albicocche e limoni – cannella, chiodi di garofano, zucchero di canna e noce moscata, offre un bouquet fruttato intenso, amarognolo e vellutato. Ideale come digestivo o per cocktail raffinati, incarna l’autentica anima del Biellese.
Tra le specialità spicca l’Amaro Walser, elisir dalle erbe alpine del Massiccio del Monte Rosa – assenzio gentile, anice rilassante, arancio amaro verde, salvia, menta piperita e lavanda – eredità della comunità walser del XIII secolo, riprodotta fedelmente dalla fine dell’Ottocento.

Proveniente dalla vivace regione di Valencia, in Spagna, Er Boquerón rappresenta un’eccellenza della birra artigianale mediterranea. Questa cerveza artesanal si distingue per l’uso esclusivo di acqua di mare pura, estratta dalle zone più cristalline del Mediterraneo, soggetta a rigorose analisi chimiche e batteriologiche per garantire la massima sicurezza e qualità.
Er Boquerón è una birra fresca, chiara e di facile beva, prodotta attraverso una doppia fermentazione, non filtrata né pastorizzata. Rispettando fedelmente la Reinheitsgebot, la legge tedesca sulla purezza del 1516, impiega solo quattro ingredienti naturali: acqua di mare filtrata, malto d’orzo, lievito e luppolo. Il processo produttivo, attento e artigianale, preserva intatti gli aromi complessi: note di malto tostato, biscotto appena sfornato, zafferano e sentori iodati che evocano il mare aperto.
Ideale per un aperitivo rinfrescante, come abbinamento a piatti di pesce, tapas o specialità mediterranee, Er Boquerón trasforma ogni momento in un’esperienza di puro relax. Con il suo profilo equilibrato – alcolicità moderata intorno ai 4,8% vol. – invita a scoprire il Mediterraneo a portata di sorso.
Il prestigio di Er Boquerón è attestato da prestigiosi riconoscimenti internazionali. Nel 2014, ha conquistato due Stelle d’Oro al Superior Taste Award di Bruxelles, assegnate dall’ITQi (International Taste & Quality Institute) da una giuria di 120 chef e sommelier tra i più autorevoli d’Europa, che ne ha lodato il sapore eccezionale e la qualità superiore.